Escobar – IL FASCINO DEL MALE

Durata: 123 minuti
 
  • Venerdì 18 ore 21.15
  • Sabato 19 ore 21.15
  • Domenica 20 ore 21.15
Regia di: Fernando León de Aranoa
Prezzo biglietto: 7,50-5,50

Escobar – Il Fascino del male, il film diretto da Fernando León de Aranoa, è basato sul best seller di Virginia Vallejo “Loving Pablo, Hating Escobar” e racconta la vita di Pablo Escobar, questa volta interpretato da Javier Bardem.
Il film prende le mosse dall’ascesa criminale di Escobar e arriva fino al 1993, anno della sua morte. Un percorso che si snoda lungo la vita privata e professionale del narcotrafficante, ripercorrendo i turbolenti anni Ottanta, il periodo del narcoterrorismo, la lotta contro la possibile estradizione negli Stati Uniti e il rapporto con la giornalista Virginia Vallejo (Penélope Cruz).
È proprio grazie al supporto della donna che Escobar diventa un personaggio pubblico, ottiene il sostegno di gran parte del popolo colombiano e decide di avviarsi alla carriera politica: vuole governare e finalmente cambiare le sorti di un Paese logorato dalla povertà.
Il film inizia proprio quando Escobar è già un affermato uomo d’affari, ma la gente comincia a rendersi conto che dietro alle sue azioni ci sono intenzioni oscure ed egoistiche, che quei suoi modi bonari celano sete di ricchezza e potere, senza scrupoli né rimorsi. Fidata amica e amante, nonché personaggio chiave del film, la Vallejo godeva di un accesso privilegiato alla mente di Escobar, alle sue idee e alle sue intenzioni più intime, al suo modo di pensare e di comportarsi. Per questo lo ha sostenuto nella sua carriera politica, chiudendo un occhio su quella criminale, finché non è più riuscita a reggere il peso delle azioni dell’uomo che amava.
Quando l’agente della DEA, l’agenzia antidroga americana, Neymar (Peter Sarsgaard) le offrirà una via di fuga, la Vallejo non potrà che accettarla, consegnandogli in cambio il racconto degli anni della relazione con Escobar e della sua vertiginosa ascesa a sovrano del “Regno della cocaina”.

 

PANORAMICA SU ESCOBAR – IL FASCINO DEL MALE:

A persuadere il regista Fernando León de Aranoa ad accostarsi a Pablo Escobar è stato il romanzo “Loving Pablo, Hating Escobar” scritto da Virginia Vallejo, giornalista televisiva che fu amante del Patron. Lo stesso regista ha trasformato il libro in una sceneggiatura, dando il giusto peso a una donna che per Escobar fu una sorta di Pigmalione e che nel libro non solo narra uno dei decenni più cruenti della storia sudamericana, ma restituisce un ritratto intimo di un uomo che non fu sempre un mostro. E proprio questa doppia natura del personaggio, che con i più si dimostrava un tiranno ma in famiglia era affettuoso e rispettoso, ha spinto Javier Bardem a sposare il progetto sia in qualità di interprete principale che di produttore. L’attore ha guardato e riguardato una serie di filmati in cui appariva Escobar ed è arrivato a padroneggiare perfettamente l’accento colombiano. Javier ha lavorato molto anche sulla postura e la gestualità di Pablo, lasciandosi ispirare, per il modo di muoversi, dall’animale preferito del personaggio: l’ippopotamo, una creatura in apparenza tranquilla ma in realtà ferocissima. A tal proposito l’attore ha raccontato: “Nel film c’è una scena in cui rimango con gli occhi a pelo d’acqua proprio per richiamare l’atteggiamento dell’animale”.
Anche la protagonista femminile Penelope Cruz si è documentata scrupolosamente in modo da somigliare il più possibile a Virginia Vallejo, che poi è la voce narrante e la coprotagonista del film, e che doveva rappresentare il lato “doloroso” della storia. Alla sua terza collaborazione davanti alla macchina da presa con il marito dopo Prosciutto prosciutto e Vicky Cristina Barcellona (la quarta è Everybody Knows di Asghar Farhadi), l’attrice è rimasta molto colpita dalla performance di Bardem, e in alcune scene si è quasi spaventata. “Devo dire” – ha raccontato – “che durante le riprese ho avuto più volte paura di Pablo Escobar, dei suoi sguardi e delle sue reazioni, e a un certo punto ho cominciato a contare i giorni che mancavano alla fine della lavorazione”.

locandina